Même Père Même Mère

“Mi allontano dalla terra, dai luoghi ben conosciuti, dalle forme, dalla stesso impianto prospettico. Una voce mi insegue, forse la mia, forse quella di un paese. Arrivo in Burkina Faso, vago per le sue città, cerco di colmare il mio distacco dalle cose, dalla gente, di fermare i miei sensi, per vedere. Ma la rigidità delle differenze culturali e delle sue corruzioni, la sconosciuta schizzofrenia dei luoghi, mi imprigionano conducendomi ad uno stallo mentale che si trasforma in malattia, in allucinazione. Lentamente mi disintossico e accompagno Dario, uno dei miei compagni di percorso, in un villaggio del sud, nel suo Centro Ghélawé. Inizio ad aprire gli occhi e a rendermi conto di ciò che è celato in profondità, e nello stesso istante non vedo più l’uomo che mi sta davanti: le voci si confondono, le mie immagini si frantumano. La storia, la rivoluzione, il movimento di un paese, il suo pensiero, il monolite della tomba deserta di Thomas Sankara. Scappo dall’inferno di Ouagadougou, verso il nord, supero la tempesta e tutto diventa rarefatto. Incontro allora l’essere umano, ne sento la morte della sua storia, della sua politica, ne sfioro la calma sabbia del deserto…”

Queste parole accompagnano l’arrivo a casa vostra dell’ultimo DVD prodotto dai tipi di Malastrada Film - Même Père Même Mère, appunto - e sono l’introduzione migliore al viaggio degli autori nelle ferite e nei luoghi del Burkina Faso. Alcuni giorni diventano l’occasione per esplorare visivamente, e nelle parole del leader storico della Rivoluzione, il tentativo d’emancipazione che questo paese ha vissuto nei primi anni ‘80. Potete darci un’occhiata online, oppure acquistare il DVD (o farvelo prestare, se siete nei paraggi).

RadioCopyDown del 4 settembre 2008 - Quarta stagione! E poi Ruggine e musica Al Dente…

Quarta stagione di RadioCopyDown - salotto serale del belpensiero anticopyright e per la diffusione libera, consapevole e totale delle conoscenze, dei saperi e, perché no, dei mezzi di produzione (sì, esatto, voglio la tua chitarra elettrica!). Continua »

 
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CopyRiot: contro il caro libri, autogestione (& fotocopie)

Attraverso autorganizzati@gmail.com ci arriva questo comunicato, che riportiamo per la nostra e la vostra gioia, ed il link a un servizio di Repubblica TV sull’iniziativa.:

Come sempre, prima dell’ inizio dell’anno scolastico, si torna a parlare del costo dei libri di testo. Come  un film visto e rivisto giornali e Tv scoprono il Business delle nuove edizioni, le associazioni dei consumatori denunciano l’aumento dei costi, la case editrici negano l’evidente e il governo annuncia misure di facciata. Eppure i modi per contrastare il famoso “caro libri” esistono e in molti paesi europei sono già usati. Basterebbe, ad esempio, che fossero le scuole ad acquistare i libri. Del resto i fondi non mancano, se alcuni presidi di Roma li hanno trovati per dare “la paghetta” agli studenti con le medie più alte, siamo sicuri verranno trovati anche per garantire il diritto di studio a tutti gli altri. Continua »

Newswire del 30 agosto 2008

Copiate, è per il nostro bene“La pirateria ci fa sopravvivere: questo il messaggio lanciato da Steve Knightley, membro del duo folk Show Of Hands. Se la musica non fosse un fenomeno collettivo , se i brani che compone e canta non passassero di mano in mano, Show Of Hands non potrebbe contare sul pubblico che partecipa ai suoi concerti, non potrebbe trarre guadagno dalla vendita degli album. Quando Knightley si apposta al banchetto dietro al quale vende CD al termine delle esibizioni, non rinuncia a chiedere al pubblico come abbia conosciuto la musica del duo. Sono molte le persone che, sguardo a terra, confessano come il primo contatto con la musica di Show Of Hands sia avvenuto per mezzo di un CD masterizzato un amico. Il senso di colpevolezza fa avvampare l’acquirente al cospetto di Knightley, ma l’artista accoglie l’ammissione con un sorriso e un ringraziamento…”

Pirate Bay, chi cerca musica viene schedato dalle major / “Provano a bloccare i pirati , violando le leggi che loro stessi hanno scritto. Ma non basta: perché consegnano ai galeoni spagnoli tutte le persone entrate in contatto con quei pirati. Magari casualmente. Li consegnano e i vicerè ne faranno quel che credono. Doppio scandalo, allora. E una metafora più che calzante. Si sta parlando della vicenda di Pirate Bay, che da giorni riempie i giornali. In Italia e in Europa…”

File-sharing, dichiarata guerra ai “pirati”“Qualcuno ha deciso di dichiarare guerra alla pirateria online. Questo qualcuno ha il volto (e la potenza) di cinque grandi compagnie di videogiochi: Topware, Atari, Reality Pump, Techland e Codemasters. Una battaglia ‘epocale’, dato che si stima che nella sola Inghilterra siano 6 milioni le persone che abitualmente scaricano illegalmente giochi dal web. Per fare un confronto, l’industria musicale inglese in dieci anni è riuscita a rivalersi ’solo’ su 150 persone. La prima ad essere colpita è una donna inglese, disoccupata e madre di due bambini. La sua colpa: aver scaricato una copia di Dream Pinball 3D, un videogame della Topware Interactive. Ora deve pagare sedicimila sterline, tra multa e spese legali…”

Caso Pirate Bay: i discografici tracciano gli IP / “The Pirate Bay, lo ricordiamo è il principale motore attraverso il quale si possono ricercare file da scaricare con Bit Torrent. Il tracker svedese, i cui server si trovano in Olanda, è impossibile da raggiungere fisicamente dal magistrato italiano. Ma con l’ordinanza del 1 agosto il Gip di Bergamo ha imposto ai provider italiani di impedire l’accesso a The Pirate Bay. I provider di conseguenza hanno manipolato i Dns e bloccato gli Ip, reindirizzando gli utenti a una pagina in cui compare la classica immagine che annuncia il sequestro di un sito da parte della Guardia di Finanza. Ma l’ordinanza non è stata eseguita immediatamente e nei giorni scorsi abbiamo avuto segnalazioni di persone a cui il sito funzionava, altre a cui non andava più, altre ancora a cui improvvisamente tornava a funzionare, altri ancora che suggeriscono metodi per raggiungere The Pirate Bay, nonostante tutto…”

Anche il CIO contro Pirate Bay: “Ci rubano i video delle Olimpiadi”“Tutti all’attacco della Pirate Bay, anche il Comitato Olimpico Internazionale. I responsabili dell’organizzazione dei Giochi di Pechino hanno inviato una lettera ufficiale al ministro della Giustizia svedese Beatrice Ask, chiedendole di prendere provvedimenti contro il celebre motore di ricerca di file torrent. I server del sito, in questi giorni al centro di una diatriba legale anche in Italia, si trovano infatti in Svezia. Alla base della richiesta del Cio c’è la preoccupazione per la diffusione illegale di materiali coperti da copyright: in questo caso i video delle gare e delle cerimonie dei Giochi di Pechino, tra i file più scambiati attraverso i programmi p2p…”

Quando il copyright è burocrazia“Oltre 70mila moduli: ne serve uno per per ogni citazione contenuta in Product Placements, una provocazione musicale di 33 secondi opera dell’artista tedesco Johannes Kreidler. Li ha compilati uno per uno, li caricherà su un furgone e li consegnerà all’autorità competente.  Un’opera d’arte non è che un collage di esperienze, reminiscenze, citazioni. Se il digitale alimenta la creatività degli autori e invita alle sovrapposizioni, ai remix, alle reinvenzioni, ci sono gli steccati di un diritto d’autore spesso troppo rigido a temperare i guizzi creativi degli artisti…”

UE: il copyright è un’opinione?“‘La Commissione Europea ha deliberatamente ignorato delle analisi e delle prove scientifiche’: questa la denuncia di Bernt Hugenholtz, a capo dell’Instituut voor Informatierecht, un dipartimento dell’Università di Amsterdam che si occupa di diritto nell’era di Internet. Nel maturare la proposta di estensione della durata del copyright che tutela gli interpreti, avverte Hugenholtz, la Commissione avrebbe portato a testimonianza esclusivamente i pareri a favore del prolungamento a 95 anni dei diritti sulle performance. La Direzione Generale Mercato Interno della Commissione Europea, racconta il docente in una lettera aperta indirizzata al Presidente Barroso, nel 2005 lo ha incaricato di indagare sulle implicazioni di una riforma del copyright che implicasse maggiori tutele nei confronti degli autori. Nel 2006 e nel 2007 Hugenholtz ha sfornato due documenti nei quali, dati alla mano, sconsigliava di procedere a un’estensione delle tutele, estensione che si sarebbe rivelata inefficace e infruttuosa, avrebbe rimpinguato le tasche dei vecchi soliti noti e avrebbe posto ulteriori ostacoli alla creatività dei giovani che si affacciano sulla scena musicale…”

Piracy is not theft. It’s piracy.

 

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