Newswire del 30 settembre 2008
Riapre Pirate Bay, ma è ancora a rischio / C’è una sola certezza: da ieri è di nuovo possibile accedere al sito di Pirate Bay. E da lì, ognuno potrà andarsi a cercare quel che vuole. File legali, se pensa che sia giusto così, o file illegali, se pensa che la musica o un film siano opere d’arte che comunque debbano essere a disposizione di tutti. Da ieri, si diceva, lo «snodo» per cercare materiale on line è di nuovo attivo anche per gli utenti italiani. E’ stato revocato il blocco, che è durato quasi un mese e mezzo. Da quel 10 agosto, quando la guardia di finanza, su ordine di un giudice di Bergamo, aveva chiesto di costruire un «muro» attorno al sito. Per ora si sa solo questo….”
La privatizzazione dell’IP enforcement / “…si tratta di vicende assai diverse ma accomunate da un preoccupante comun denominatore: un’evidente privatizzazione della giustizia che, inesorabilmente, produce - almeno a livello di rischio - forme di grave violazione di diritti di rango pari-oridinato rispetto a quelli di proprietà intellettuale: la privacy degli utenti nel caso PirateBay e Peppermint, la libertà di manifestazione del pensiero nella sua più moderna accezione di accesso alla Rete nel caso della nuova disciplina francese sull’enforcement dei diritti d’autore e la libertà d’impresa nel caso del contrassegno SIAE. […] Il problema che sta emergendo con forza è, invece, un altro e concerne, piuttosto, la crescente privatizzazione dell’enforcement dei diritti di proprietà intellettuale nella fase investigativa, in quella dell’accertamento della violazione nonché in quella dell’eventuale irrogazione della sanzione…”
The Pirate Bay a quota 15 milioni di peer / “L’Italia ci ha provato a bloccare e filtrare l’accesso a The Pirate Bay su tutto il territorio nazionale, ma come già altrove lo sforzo si è rivelato inutile: lungi dal cadere facile vittima dei tentativi di oscuramento in ogni parte del globo interconnesso, il tracker svedese macina numeri su numeri arrivando in queste ore a totalizzare quasi 15 milioni di peer unici e oltre 1,2 milioni di Torrent. A titolo di confronto, nel dicembre del 2006 i torrent ammontavano a 576mila e i peer che li condividevano erano appena 4 milioni. In meno di due anni il traffico si è dunque moltiplicato di quasi quattro volte, probabilmente anche grazie alla tanta pubblicità gratuita pervenuta dai tentativi di blocco, chiusura, censura e denuncia collezionati dalla Baia, una serie senza fine di cui l’episodio italiano è solo l’ultimo capitolo…”
P2P, le major perdono la causa più importante / “Sentenza storica che farà gioire gli utenti peer to peer di tutto il mondo: il giudice Michael David della Us District Court ha annullato la multa da 222 mila dollari a Jammy Thomas per violazione del copyright. Quella che era la prima vittoria per Riaa a un processo sul peer to peer si trasforma nella sua più pesante sconfitta. Come segnalato da Wired, adesso Riia (associazione discografici americani) non ha più alcuna vittoria processuale da annoverare. Il giudice ha detto infatti che “rendere disponibile” (“making available”) un file su una rete peer to peer non implica necessariamente che qualcun altro l’abbia scaricato e quindi non equivale a distribuire il file. Insomma, Riaa adesso sarà obbligata a dimostrare che lo scambio è effettivamente avvenuto, non basta più provare che il file sia stato condiviso. È evidente che sarà molto difficile ottenere questa prova in modo inconfutabile e portando elementi validi per un processo…”
Spagna: offrire link a file P2P non è reato / “La sentenza emessa alcuni giorni fa potrebbe essere di un’importanza cruciale nel definire lo sviluppo della rete e della distribuzione di contenuti digitali negli anni a venire. A darne notizia è il celeberrimo TorrentFreak sul finire della settimana scorsa: una Corte ispanica ha sentenziato che non vi sono i presupposti affichè la mera pubblicazione di link a materiale protetto da diritto d’autore disponibile su circuiti di filesharing possa costituire reato. Per capire al meglio la vicenda, bisogna tornare al 2006, quando 15 persone collegate alla gestione del portale Sharemula.com furono arrestate durante un’azione anti-pirateria. La sentenza in primo grado dette però ragione agli accusati: la pubblicazione di meri link eD2k su Sharemula non costituiva reato, poiché l’intera attività era svolta senza alcun fine commerciale….”
WinMX, update in vista per l’Araba Fenice del P2P / “La chiusura dei server cache gestiti dalla società omonima, esattamente tre anni or sono, avrebbe dovuto significare la fine per il network P2P di WinMX ma, com’è noto soprattutto ai condivisioni italiani, laddove il business e i programmatori originari hanno abdicato è subentrata la community di supporter del programma, che ha immediatamente individuato soluzioni alternative per avere la rete di nuovo online; comunità che annuncia ora, a tre anni dalla rinascita, una nuova patch di aggiornamento per uno dei client P2P più coriacei di sempre…”
A Palermo l’edizione 2008 dell’hackmeeting / “Torna l’appuntamento attuale con l’hackmeeting italiano, Hackit. L’edizione 2008 si terrà dal 26 al 28 settembre presso il centro sociale Ask191 (viale Strasburgo, 191. qui alcune informazioni logistiche). Ancora in lavorazione il programma mentre per chi vuole aderire o proporre un proprio intervento può leggersi le FAQ messe a disposizione…”
Studiare Informatica gratis? Ora anche a Stanford / “La Stanford University ha lanciato una seri di 10 lezioni gratuite (in Inglese, ovviamente) su Informatica (Computer Science) e Robotica.I corsi sono disponibili on line da quest’Anno Accademico per chiunque voglia consultarne materiali e provare a studiare da solo a casa. Secondo il comunicato stampa dell’università, i corsi vengono proposti a studenti e insegnanti in giro per il mondo e comprendono videolezioni scaricabili, materiali vari e perfino compiti…”
Microsoft brevetta i tasti PageUp e PageDown / “Nonostante siano in bella mostra sulle tastiere praticamente fin dall’apparizione dei primi Pc, il solerte ufficio brevetti americano ne ha affibbiato la paternità a Microsoft. Di tanto in tanto Microsoft fa parlare di sé a causa delle tecnologie che brevetta; è curioso, tuttavia, come fin troppo spesso si tratti di sistemi da tempo esistenti e largamente utilizzati, ai quali non si capisce come si possa applicare il concetto di innovazione necessario per ottenere la protezione della proprietà intellettuale…”
Hanno sete di streaming, dimenticano il P2P… / “Che l’aumento del traffico in rete sia costante è un fatto, ed è noto che a occupare la banda di mezzo mondo siano soprattutto applicazioni come il P2P e il video-streaming. Ma se fino a ieri c’era solo il file sharing a dar filo da torcere a amministratori di rete e gestori dei backbone, oggi sono i filmati e appunto lo streaming a cambiare le carte in tavola. Siti come YouTube o HuLu hanno un seguito sempre maggiore, occupano sempre più spazio. E ci sono studi secondo cui queste nuove tendenze potrebbero persino costituire un rischio per il futuro di una Internet veloce…”
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