Archive for the 'News' Category

Newswire del 31 dicembre 2008

Pirati e mercanti del business musicale“Le vie della musica sono infinite. Morto il Drm sparisce anche l’ultimo baluardo di controllo della musica in rete, generando non poche preoccupazioni tra le pop star. Ma libertà di musica vuol dire necessariamente pirateria? Il dubbio amletico assilla lo show business ormai da qualche anno, portando alcuni lungimiranti artisti ad optare per i Creative Commons, licenze “flessibile” per le proprie opere dell’ingegno. Rimane il fatto innegabile che una maggiore libertà di divulgazione implica anche notorietà e cultura musicale, come dire non tutti i mali vengono per nuocere a chi la musica la produce…”

Out of Print e la censura d’opera / “I CD degli Animal Nightlife sono tutti “out-of-print”. La richiesta è troppo bassa. Non coprirebbe i costi di stampa e distribuzione dei CD e quindi il detentore dei diritti (che NON è l’autore) ha deciso di abbandonare questo prodotto. Per ragioni a me francamente incomprensibili, questi brani non sono disponibili nemmeno sotto forma di file (che, ovviamente, hanno un costo di stampa e distribuzione pari a zero). Il copyright su questi brani è però ancora valido, e lo sarà ancora per decenni. Di conseguenza, non è legale scaricare questi brani da una rete P2P e farsi un CD autocostruito. Si tratterebbe di pirateria. Meno che mai si potrebbe stampare e pubblicare un CD “alternativo” per colmare questa lacuna. Bisognerebbe raggiungere un accordo con l’editore e, come potete immaginare, l’editore quasi certamente non è disponibile a discutere di queste cose con privati cittadini e nano-editori musicali. Bisognerebbe essere almeno un editore musicale di livello nazionale per iniziare una trattativa del genere (e mettere sul piatto almeno qualche decina di migliaia di euro)….”

Il pasticciaccio brutto dell’ebook censurato da Apple / “La notizia appare semplice. Apple ha deciso di togliere dal proprio App Store un ebook il cui contenuto è stato considerato osceno. Questa appunto, la notizia. Ma ve ne è almeno un’altra che dovrebbe essere messa nella dovuta luce. Vale a dire il ruolo che una certa azienda si assume nel momento stesso che decide di offrire un servizio. L’App Store impone a chi decide di usarlo, una serie di obblighi (che sono vincolanti solo per alcuni, ma non per tutti). Ma ancora, non è qui il nocciolo della questione. C’è una cosa che si chiama libertà di espressione. Personalmente credo che se libro elettronico oggetto della diatriba è stato escluso, è proprio perché contiene linguaggio e parti oscene. Eppure nessuna azienda, anche la più “cool” del pianeta può impedirne la distribuzione. In base a quali criteri si è pervenuti alla decisione? Chi è stato a fissarli, e come si è arrivati a essi? Chi infine ha deciso: una persona, o un gruppo? No, non rispondete in coro: c’è l’accordo che si sottoscrive nel momento in cui si accetta di distribuire il proprio prodotto sull’App Store. Apple può vigilare affinché sul suo Store non finiscano prodotti che violino i propri o altrui copyright; come abbiamo già scritto, se a violare i termini è un amico, si chiude un occhio, anzi due. Ma non credo proprio che nel suo accordo si arroghi anche il diritto di decidere chi o cosa pubblicare. Non le compete. Perché se così fosse, e voi che leggete non vi vedete nulla di male, allora avete un problema. E pure grande…”

Le Major non perseguiranno più i “pirati”: marcia indietro? Non proprio / “È di questi giorni l’annuncio che la R.I.A.A. (Recording Industry Association of America), l’associazione che protegge i diritti dei produttori discografici americani, ha deciso di cambiare strategia nella sua lunga battaglia nei confronti della pirateria e del download illegale di file musicali protetti da copyright, che la vede da anni opposta alla nutritissima comunità mondiale dei P2P (Peer to Peer). In sostanza la decisione stabilisce che l’Associazione non perseguirà più, attraverso le note vie legali, i singoli downloader. Marcia indietro dunque e battaglia finita con la vittoria del popolo del no copyright? Non esattamente, anzi…”

Francia, la pirateria è una cascata di responsabilità / “I colpevoli di ledere i diritti dell’industria dei contenuti? Sono gli utenti della rete, sono gli autori dei servizi di sharing, sono coloro che offrono agli utenti la possibilità di accedere ai servizi di sharing. È così che la denuncia della Société civile des Producteurs de Phonogrammes en France (SPPF) si abbatte a cascata su tutta la catena del valore della condivisione in rete, legali o illegali che siano i contenuti scambiati. SPPF, associazione che raduna produttori di musica, aveva denunciato nel 2007 gli sviluppatori di Vuze (in precedenza Azureus), Limewire, Morpheus e Shareaza, per il quale SPPF aveva chiamato in causa SourceForge, sui cui server è ospitato il codice a cui lavorano gli sviluppatori. Tutto era stato bloccato: le autorità avrebbero dovuto verificare che la azioni legali che coinvolgessero prodotti non francesi rientrassero nella giurisdizione delle corti locali. Il Tribunal de Grande Instance di Parigi ha dato l’autorizzazione a procedere…”

C’è grossa crisi

Bancarotte, fallimenti, depressione e crolli in borsa: lo scintillante mondo del capitale globale crolla prevedibilmente a pezzi, ma nonostante le nostre previsioni siano chiaramente confermate, neanche noi, diciamolo, ci sentiamo tanto bene.

Il fatto è che se le nostre casse continuano a svuotarsi ai ritmi di quest’anno, tra breve altro che Lehman Brothers e crisi dei subprime: il rischio è sempre quello, che i nostri server cedano all’usura del tempo e che i nostri fondi non bastino a sostenere l’infrastruttura che vi permette di comunicare con il vostro account di posta, le mailing list, i siti e i blog di Autistici/Inventati.

Eh sì, perché quest’anno, travolti dagli eventi, non ve lo abbiamo ma ricordato e voi, smemorat*, mica ci avete tanto pensato: anche se tutto quanto facciamo come collettivo A/I si svolge su base del tutto gratuita, i costi ci sono e sono consistenti ( http://www.autistici.org/it/who/costs.html ) e senza il sostegno di tutta la comunità dei nostri utenti la nostra esistenza è costantemente in pericolo e rischia di perdere significato.

Mentre il solstizio d’inverno si avvicina, quando i giorni si accorciano e il maltempo incoraggia le riflessioni profonde, premunitevi per la grossa crisi che ci attende finanziando i vostri mezzi di comunicazione.

Mandateci la vostra sottoscrizione prima che quest’anno finisca: http://www.autistici.org/it/join/donate.html

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Collettivo Autistici-Inventati
http://www.inventati.org
http://www.autistici.org
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Newswire del 30 novembre 2008

P2P in calo? The Pirate Bay ci ride sopra“Il P2P è in calo. Per gli altri forse, ma non per ThePirateBay, il motore di torrent più rilevante del mondo, simbolo stesso (per propria volontà) della pirateria e della lotta armata al copyright, annuncia infatti di aver raggiunto con largo anticipo l’obiettivo dei 22 milioni di peers che si era posto per il 2009. Solo in Aprile infatti i ‘poli’ attivi che ricevono e rimandano i pacchetti di dati erano 12 milioni, dunque il numero si è quasi raddoppiato in soli 6 mesi, raggiungendo anche un’altra quota record: quella di 3 milioni di utenti registrati (la maggior parte non si registra ma condivide e basta)…”

Berlusconi con le mani nella rete / “Folgorato dall’eccellenza tecnologica delle Poste italiane, l’altro ieri il presidente del Consiglio Berlusconi non ha potuto fare a meno di lanciare una proposta ambiziosa: nientepopodimeno che la regolazione internazionale di internet. E pazienza se ancora qualche tempo fa, in piena campagna elettorale, il nostro premier dichiarava di non conoscere affatto la rete. Ciò non gli impedirà di portare sul tavolo del prossimo G8, accanto alla patata bollente del controllo dei mercati finanziari, quella della regolamentazione del “sistema internet”. Si tratta forse della solita sparata a caldo? Guarda caso la stessa sera il ministro dell’Interno Maroni tornava in qualche modo sull’argomento, circoscrivendolo, e spiegando che è ormai inevitabile “il controllo sui dati di tracciamento delle comunicazioni telematiche”. E che quindi l’Italia (sempre noi, e sempre da soli… che faro di civiltà…) sta lavorando per la realizzazione di un indirizzo IP unico per ogni utente della rete…”

P2P, ci casca anche Zapatero? / “Uno degli attivisti italiani che segue anche le attività dei gruppi spagnoli mi ha inviato questo messaggio: “Molti attivisti spagnoli si stanno muovendo per denunciare la possibile imminente “virata” per il governo Zapatero verso un modello, riguardo la pirateria via p2p, come quello proposto da Sarkozy”. Potete approfondire qui e qui.
D’istinto, viene da dire: “Ancora?! Ma non l’hanno ancora capita?!”. No, a quanto pare i nostri politici (e quelli spagnoli, e quelli francesi, e quelli americani, e quelli tedeschi, etc.) non riescono proprio a capirla. Ci tocca rispiegargliela ancora una volta…”

De Kerkhove e Wesh: non frenare una generazione / “‘I ragazzini nati con Internet? Una generazione si può frenare o aiutare, ma la prosperità di un paese dipende da loro’. E’ stato molto netto oggi, all’accademia dei Lincei, il prof. Gary Wesch, docente della Kansas University, nel suo intervento al convegno ‘Nati digitali, una generazione senza avi’, organizzato da Media Duemila e dall’Osservatorio TuttiMedia, con la collaborazione della Fondazione Ugo Bordoni, in ricordo di Giovanni Giovannini che negli ultimi mesi della sua vita si era avvicinato con curiosità a questo tema. ‘In anticipo sui tempi, come sempre’, hanno sottolineato oggi due grandi giornalisti suoi amici: Sergio Lepri e Arrigo Levi, che ne hanno ricordato l’anima del cronista e del testimone del tempo, la passione civile e ‘la grande nostalgia del futuro’. ‘Un uomo incisivo, vivo, possente; testimonianza per tutta la gioventù di oggi’, ha detto il presidente dell’Accademia del Lincei, Giovanni Conso. Sui Digital Natives il prof. Wesh ha costituito un gruppo di lavoro con 15 studenti per ‘integrarsi nella comunità di YouTube’. Ne è venuta fuori una ricerca intitolata ‘Digital Etnography’ dalla quale emerge un mondo di realtà giovanili interconnesse, fatto di ‘media che mediano le relazioni umane’. La fotografia di adolescenti ‘che non hanno un’idea precisa del futuro, si concentrano piuttosto sul presente. Ma che devono essere coinvolti nel nostro presente comune altrimenti non ci includeranno nel loro futuro’… “

Corte tedesca: no ai Kraftwerk / “In Germana la corte suprema ha inflitto un duro colpo alla band Kraftwerk affermando che sfruttare campioni di musica non viola i diritti di copyright. La decisione di ieri giovedì 20 novembre ribalta la sentenza della corte di stato di Amburgo che andava a favore del gruppo di Dusseldorf dichiarando che l´utilizzo anche del più breve sample violasse il copyright…”

Ma di che stiamo a parlare? / “Nei giorni scorsi si era parlato della polemica FIMI/SIAE, e della diffida lanciata da quest’ultima. Poi ecco la nuova controreplica della FIMI. Copyright? Contraffazione? Lotta alla pirateria? Ma di che stiamo a parlare… sembra esserci ben altro in ballo: ‘Si tratta, evidentemente, di un nuovo rischio per la SIAE per le palesi conseguenze, che il prevalere di una tale tesi avrebbe sul bilancio (e tutti sanno quanto in questo momento non ce ne sia bisogno) e sui livelli occupazionali (numerosi colleghi attualmente in SIAE si occupano della materia)’…”

Confessioni da un downloader / “Ricevo spesso email riguardanti il P2P, vuoi perchè l’argomento è inerente alla rubrica Download di questo giornale che conduco da anni, ma anche per un recente commento che parlava del ‘cuore nobile del P2P’ e del ‘movente’ che spinge tanti scaricatori a ‘delinquere’. Metto le virgolette perché la questione del copyright nell’era della condivisione, dove ogni strumento viene progettato per entrare in rete con altri e quindi (perché no?) condividerne i contenuti, è ancora terreno aperto di scontro e confronto tra le parti. Parti che forse non ci sono, a leggere tra le righe di questa lettera di un “Anonimo scaricatore” che ama l’Industria al punto da chiedersi spesso se è un amore da portare avanti. Il punto di vista di chi scarica, ma senza sensi di colpa.”

Newswire del 31 ottobre 2008

RapidShare: no al monitoraggio“Non vigilerà preventivamente sui contenuti caricati dagli utenti: Rapidshare ha preso formalmente posizione dopo la decisione di un tribunale tedesco secondo cui il servizio di hosting ha il dovere di prevenire le violazioni del diritto d’autore perpetrate dai suoi utenti. La denuncia di GEMA, il corrispettivo tedesco della SIAE, si è tradotta nella decisione di una corte di Amburgo: RapidShare lucrerebbe sui contenuti postati dagli utenti e sulle eventuali violazioni da loro commesse, per questo motivo deve dotarsi di sistemi di vigilanza preventiva alla pubblicazione. Non basta il sistema di hashing messo in campo per catalogare il materiale pubblicato illecitamente e bloccarne la diffusione, non bastano i sei impiegati incaricati di verificare l’oggetto delle segnalazioni degli utenti e di provvedere alle rimozioni: la corte chiedeva che RapidShare moltiplicasse gli sforzi e la forza lavoro per “controllare in maniera proattiva il contenuto prima di pubblicarlo” e per espellere dal servizio gli utenti rappresentati da un indirizzo IP che si fosse macchiato di ripetute violazioni…”

Record Label Infringes Own Copyright, Site Pulled / “Quote Unquote Records is an Internet based record label, run by Bomb the Music Industry! and ‘The Arrogant Sons of Bitches’ frontman Jeff Rosenstock. A forward looking outfit, all artists on the label give their music away for free on the label’s website. Well, they would, if the webhost hadn’t have taken down the site for alleged copyright infringement. In a MySpace blog entry, Jeff Rosenstock explained that the Quote Unquote Records site is non-operational, and other sites connected to the label, including the Bomb the Music Industry! and Arrogant Sons of Bitches sites, have all been taken down too…”

Wikipedia adotterà licenza Creative Commons“La notizia ha iniziato a girare rapidamente per mano non tanto di Free Software Foundation che ne è l’origine ma, curiosamente, di Lawrence Lessig, il celebre professore di Stanford e papà di Creative Commons. In un post sul suo blog dal titolo emblematico, “Notizie di importanza capitale da Free Software Foundation”, ha raccontato l’arrivo della versione 1.3 della GNU Free Document License (FDL). In buona sostanza, la nuova sezione 11 di quella licenza consente ai wiki, o comunque a molti dei wiki già diffusi con la licenza GNU FDL, come Wikipedia, di adottare la licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike (v3.0). Tutto questo è rilevante non solo perché rappresenta un significativo avvicinamento tra approcci diversi del copyleft, ma anche perché la comunità di Wikipedia ora può optare per porre l’intera enciclopedia sotto licenza Creative Commons…”

Paolo Coelho: Pubblicare gratis online fa vendere più libri / “Scrittori e case editrici devono capire che Internet è un’opportunità e non una minaccia, ha detto oggi a Francoforte in Germania lo scrittore brasiliano Paulo Coelho, alla conferenza di presentazione della Buchmesse, la fiera internazionale del libro che comincia domani per chiudersi il 19 ottobre. «Quanto più uno dà, tanto più uno riceve» ha detto Coelho parlando di Internet, dove dall’inizio di quest’anno mette online ogni mese, integralmente e gratuitamente, una delle sue opere. Le vendite non sono calate, anzi è successo il contrario, ha reso noto lo scrittore invitando le case editrici a vedere il nuovo mezzo di comunicazione come una possibilità globale di pubblicizzare il loro lavoro e non come un nemico…”

Pirate Bay: Il blocco italiano? Roba da pazzi / “The Pirate Bay, uno dei più noti siti mondiali di “torrent tracker”, si è trovato coinvolto il mese scorso in una disputa legale, quando sul sito è apparso un torrent che puntava alle squallide fotografie dell’assassinio di un bambino avvenuto in Svezia. Un torrent è un piccolo file che contiene informazioni su un altro file, ad esempio un film, distribuito usando il protocollo peer-to-peer BitTorrent. Il torrent in se stesso non contiene il film, ma agisce come una sorta di indicatore, che fa puntare i computer al file vero e proprio. Il torrent legato alle fotografie controverse, presentato dalla corte svedese che ha sollevato il caso, non è stato postato online da Pirate Bay o dai suoi fondatori, ma il sito è rimasto comunque coinvolto nella discussione sui limiti della libera circolazione di idee su Internet, e sul livello di responsabilità dei siti Web sui contenuti postati dagli utenti…”

La Sardegna adotta il software libero / “La Sardegna spinge sull’acceleratore dell’innovazione con un ddl approvato dalla Giunta che potrebbe diventare legge regionale. E tutta l’Amministrazione Pubblica sarda passerebbe al sistema operativo GNU/Linux. Tra gli aspetti più innovativi contenuti nel disegno vi sono il diritto all’uso delle tecnologie, la partecipazione democratica, l’alfabetizzazione informatica, la ricerca per lo sviluppo delle imprese nel territorio. Il software libero, che permette a chiunque di utilizzarlo e ne incoraggia lo studio, le modifiche e la ridistribuzione, presenta una serie di vantaggi. Tra questi oltre ai minori costi per l’amministrazione si possono ricordare: la disponibilità del codice sorgente, l’indipendenza da uno specifico fornitore e i benefici per l’industria informatica locale…”

Bush accontenta la RIAA: pirateria questione federale / “Mentre in Europa la dottrina Sarkozy, che vorrebbe pene severissime per chi condivide materiale coperto da copyright, non riesce a passare, negli Stati Uniti la strada è tutta in discesa per le major del cinema e della musica. Il presidente George W. Bush ha infatti firmato una legge, chiamata Pro-Ip Act, con la quale crea un’autorità federale che si occuperà di difendere la proprietà intellettuale: la pirateria musicale, ora, è di competenza di Washington…”

Le bugie delle major dell’intrattenimento hanno le gambe lunghe / “Ars Tecnica ha recentemente pubblicato uno studio approfondito in relazione ai danni presunti che sarebbero procurati annualmente dalla pirateria informatica; danni che riguarderebbero non soltanto i mancati utili degli aventi diritto ma anche e soprattutto l’economia in genere, dalla perdita di posti di lavoro al disinteresse a investire nel settore software. Non è la prima volta che privati e istituzioni, soprattutto americane ed europee, sbandierano cifre da capogiro; da dove venissero desunte tali cifre non era dato sapere, salvo che ogni richiesta in merito veniva accolta invariabilmente da frasi del tipo: ‘L’ha detto il tale’, ‘E’ vero perché anche il tal’altro lo conferma’. Al contrario, persino i numeri esposti al Congresso USA sarebbero del tutto fantasiosi e scollegati da qualsiasi dato reale; si è parlato infatti di ‘perdite monetarie nei soli Stati Uniti di 250 miliardi di dollari annui’ e di 750.000 posti di lavoro persi o non assegnati…”

Newswire del 30 settembre 2008

Riapre Pirate Bay, ma è ancora a rischioC’è una sola certezza: da ieri è di nuovo possibile accedere al sito di Pirate Bay. E da lì, ognuno potrà andarsi a cercare quel che vuole. File legali, se pensa che sia giusto così, o file illegali, se pensa che la musica o un film siano opere d’arte che comunque debbano essere a disposizione di tutti. Da ieri, si diceva, lo «snodo» per cercare materiale on line è di nuovo attivo anche per gli utenti italiani. E’ stato revocato il blocco, che è durato quasi un mese e mezzo. Da quel 10 agosto, quando la guardia di finanza, su ordine di un giudice di Bergamo, aveva chiesto di costruire un «muro» attorno al sito. Per ora si sa solo questo….”

La privatizzazione dell’IP enforcement / “…si tratta di vicende assai diverse ma accomunate da un preoccupante comun denominatore: un’evidente privatizzazione della giustizia che, inesorabilmente, produce - almeno a livello di rischio - forme di grave violazione di diritti di rango pari-oridinato rispetto a quelli di proprietà intellettuale: la privacy degli utenti nel caso PirateBay e Peppermint, la libertà di manifestazione del pensiero nella sua più moderna accezione di accesso alla Rete nel caso della nuova disciplina francese sull’enforcement dei diritti d’autore e la libertà d’impresa nel caso del contrassegno SIAE. […] Il problema che sta emergendo con forza è, invece, un altro e concerne, piuttosto, la crescente privatizzazione dell’enforcement dei diritti di proprietà intellettuale nella fase investigativa, in quella dell’accertamento della violazione nonché in quella dell’eventuale irrogazione della sanzione…”

The Pirate Bay a quota 15 milioni di peer“L’Italia ci ha provato a bloccare e filtrare l’accesso a The Pirate Bay su tutto il territorio nazionale, ma come già altrove lo sforzo si è rivelato inutile: lungi dal cadere facile vittima dei tentativi di oscuramento in ogni parte del globo interconnesso, il tracker svedese macina numeri su numeri arrivando in queste ore a totalizzare quasi 15 milioni di peer unici e oltre 1,2 milioni di Torrent. A titolo di confronto, nel dicembre del 2006 i torrent ammontavano a 576mila e i peer che li condividevano erano appena 4 milioni. In meno di due anni il traffico si è dunque moltiplicato di quasi quattro volte, probabilmente anche grazie alla tanta pubblicità gratuita pervenuta dai tentativi di blocco, chiusura, censura e denuncia collezionati dalla Baia, una serie senza fine di cui l’episodio italiano è solo l’ultimo capitolo…”

P2P, le major perdono la causa più importante / “Sentenza storica che farà gioire gli utenti peer to peer di tutto il mondo: il giudice Michael David della Us District Court ha annullato la multa da 222 mila dollari a Jammy Thomas per violazione del copyright. Quella che era la prima vittoria per Riaa a un processo sul peer to peer si trasforma nella sua più pesante sconfitta. Come segnalato da Wired, adesso Riia (associazione discografici americani) non ha più alcuna vittoria processuale da annoverare. Il giudice ha detto infatti che “rendere disponibile” (“making available”) un file su una rete peer to peer non implica necessariamente che qualcun altro l’abbia scaricato e quindi non equivale a distribuire il file. Insomma, Riaa adesso sarà obbligata a dimostrare che lo scambio è effettivamente avvenuto, non basta più provare che il file sia stato condiviso. È evidente che sarà molto difficile ottenere questa prova in modo inconfutabile e portando elementi validi per un processo…”

Spagna: offrire link a file P2P non è reato / “La sentenza emessa alcuni giorni fa potrebbe essere di un’importanza cruciale nel definire lo sviluppo della rete e della distribuzione di contenuti digitali negli anni a venire. A darne notizia è il celeberrimo TorrentFreak sul finire della settimana scorsa: una Corte ispanica ha sentenziato che non vi sono i presupposti affichè la mera pubblicazione di link a materiale protetto da diritto d’autore disponibile su circuiti di filesharing possa costituire reato. Per capire al meglio la vicenda, bisogna tornare al 2006, quando 15 persone collegate alla gestione del portale Sharemula.com furono arrestate durante un’azione anti-pirateria. La sentenza in primo grado dette però ragione agli accusati: la pubblicazione di meri link eD2k su Sharemula non costituiva reato, poiché l’intera attività era svolta senza alcun fine commerciale….”

WinMX, update in vista per l’Araba Fenice del P2P / “La chiusura dei server cache gestiti dalla società omonima, esattamente tre anni or sono, avrebbe dovuto significare la fine per il network P2P di WinMX ma, com’è noto soprattutto ai condivisioni italiani, laddove il business e i programmatori originari hanno abdicato è subentrata la community di supporter del programma, che ha immediatamente individuato soluzioni alternative per avere la rete di nuovo online; comunità che annuncia ora, a tre anni dalla rinascita, una nuova patch di aggiornamento per uno dei client P2P più coriacei di sempre…”

A Palermo l’edizione 2008 dell’hackmeeting / “Torna l’appuntamento attuale con l’hackmeeting italiano, Hackit. L’edizione 2008 si terrà dal 26 al 28 settembre presso il centro sociale Ask191 (viale Strasburgo, 191. qui alcune informazioni logistiche). Ancora in lavorazione il programma mentre per chi vuole aderire o proporre un proprio intervento può leggersi le FAQ messe a disposizione…”

Studiare Informatica gratis? Ora anche a Stanford / “La Stanford University ha lanciato una seri di 10 lezioni gratuite (in Inglese, ovviamente) su Informatica (Computer Science) e Robotica.I corsi sono disponibili on line da quest’Anno Accademico per chiunque voglia consultarne materiali e provare a studiare da solo a casa. Secondo il comunicato stampa dell’università, i corsi vengono proposti a studenti e insegnanti in giro per il mondo e comprendono videolezioni scaricabili, materiali vari e perfino compiti…”

Microsoft brevetta i tasti PageUp e PageDown / “Nonostante siano in bella mostra sulle tastiere praticamente fin dall’apparizione dei primi Pc, il solerte ufficio brevetti americano ne ha affibbiato la paternità a Microsoft. Di tanto in tanto Microsoft fa parlare di sé a causa delle tecnologie che brevetta; è curioso, tuttavia, come fin troppo spesso si tratti di sistemi da tempo esistenti e largamente utilizzati, ai quali non si capisce come si possa applicare il concetto di innovazione necessario per ottenere la protezione della proprietà intellettuale…”

Hanno sete di streaming, dimenticano il P2P… / “Che l’aumento del traffico in rete sia costante è un fatto, ed è noto che a occupare la banda di mezzo mondo siano soprattutto applicazioni come il P2P e il video-streaming. Ma se fino a ieri c’era solo il file sharing a dar filo da torcere a amministratori di rete e gestori dei backbone, oggi sono i filmati e appunto lo streaming a cambiare le carte in tavola. Siti come YouTube o HuLu hanno un seguito sempre maggiore, occupano sempre più spazio. E ci sono studi secondo cui queste nuove tendenze potrebbero persino costituire un rischio per il futuro di una Internet veloce…”

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