Newswire del 30 luglio 2008

Il copyright non è un asso pigliatutto / “Non è possibile impugnare il diritto d’autore per falcidiare la libertà di esprimersi e di criticare, non è previsto che si possa erodere l’istituto dell’uso legittimo per mettere a tacere chi si trova in disaccordo. A stabilirlo è un tribunale distrettuale della California. La vicenda è divampata nello scorso anno. Il protagonista indiscusso è tale Michael Savage, pseudonimo di un commentatore radiofonico statunitense. Le fiammate nazionaliste trasmesse nella puntata di The Savage Nation del 29 ottobre avevano acceso l’interesse del Council on American-Islamic Relations (CAIR). Savage gridava alla deportazione dei cittadini di religione musulmana, definiva il Corano un “libro dell’odio”, sezionava la realtà con l’accetta e la coloriva di trivialità. La trasmissione aveva colpito nel vivo il CAIR: l’organizzazione aveva postato sul proprio sito un estratto di 4 dei 120 minuti della trasmissione, lo aveva commentato e ne aveva criticato toni e contenuti. È stata un’operazione pienamente legittima quella che ha rinfocolato il fervore di Savage: nel giro di due mesi il commentatore ha architettato una denuncia nei confronti del CAIR. Ha ordito la propria strategia accusatoria intessendo la legge sul diritto d’autore e gli attacchi ideologici, ha accusato il CAIR di aver snaturato l’estratto dal contesto con il solo scopo di mettere in cattiva luce Savage. Ha sostenuto che lo stralcio di trasmissione postato sul sito violasse il copyright. Una accusa quantificata in un milione di dollari di mancati introiti derivabili dalla raccolta pubblicitaria, mancati introiti che, a parere di Savage, si sarebbero invece riversati nelle casse del CAIR per finanziare una campagna di disinformazione per fomentare organizzazioni terroristiche…”

La Guardia di Finanza abbatte il Colombo / “Dopo numerose indagini su buona parte del territorio nazionale, e una stretta collaborazione con la Federazione contro la Pirateria Musicale, la Guardia di Finanza di Bergamo ha portato alla luce le attività di file sharing illegali condotte dal portale colombo-bt.org. Ravvisate le attività lesive del diritto d’autore, il Giudice per le indagini preliminari di Bergamo ha disposto l’oscuramento del sito, rendendo il portale inaccessibile agli utenti tramite una richiesta di inibizione inviata a tutti gli ISP attivi in Italia. Il sito web in questione consentiva agli utenti di rintracciare e scaricare file multimediali protetti dal diritto d’autore su alcune reti per il file sharing attraverso BitTorrent. Stando alle prime informazioni fornite dalla Guardia di Finanza, il server che ospitava colombo-bt.org era anche uno dei nodi principali attraverso i quali venivano diffusi i materiali coperti da copyright. Un motore di ricerca interno consentiva di identificare i file audio e video desiderati, con i link necessari per avviare i singoli download. Il database era suddiviso per aree tematiche e comprendeva sezioni dedicate alla musica, ai film, alle principali fiction e serie TV, ai software e un’ampia scelta di videogiochi piratati…”

Yahoo! promette denaro ed MP3 alle vittime del DRM / “La fine di Yahoo! Music non segnerà anche quella dei brani acquistati e protetti da tecnologie DRM. A brevissima distanza dall’annuncio della chiusura dello store entro il prossimo 30 settembre, Yahoo! si trova costretta a rassicurare tutti quelli che avessero i contenuti imbrigliati in restrizioni anti-copia, garantendo il rimborso completo degli acquisti e l’eventuale decodifica della musica lucchettata in formati universali come l’onnipresente MP3. Le polemiche scatenate dalla decisione di buttare giù i server per la validazione dei contenuti hanno dunque sortito un effetto quasi istantaneo: Yahoo! aveva già parlato di una generica volontà di non abbandonare i consumatori, ma ora pare che quella volontà si sia trasformata in qualcosa di più concreto…”

UE, Kroes all’attacco: stop ai monopoli / “Bruxelles smantella il cartello delle società europee che detengono i diritti d’autore, Siae inclusa, con l’effetto di abbattere i prezzi nella distribuzione via cavo, satellite e Internet. Stop agli accordi concertati e alle restrizioni territoriali per troppo tempo messi in atto in seno Confederazione internazionale dei detentori dei diritti d’autore, Cisac. Ma l’esecutivo Ue non perde d’occhio gli artisti che non sono più sulla cresta dell’onda e propone anche di allungare da 50 a 95 anni lo sfruttamento del copyright, a beneficio dei cantanti in pensione. Sul fronte antitrust finiscono nel mirino 24 membri Cisac: la Commissione europea, visti gli scarsi risultati di anni di trattative amichevoli e in seguito ai reclami del gruppo RTL e del fornitore di musica britannico Music Choice, ha adottato una decisione formale che vieta alle 24 società Ue di limitare l’acceso al materiale estero solo attraverso la società dei diritti della propria nazione, a scapito della concorrenza e in violazione delle norme Ue contrarie alle pratiche di mercato restrittive. Intese in base alle quali una società poteva accedere al repertorio dei suoi omologhi europei a condizione che lo vendesse solo sul mercato ‘domestico’…”

Quanto vale un .mp3? / “Una donna del Bronx è il nuovo Davide che lotta contro Golia. Nonostante il fatto che tutti coloro i quali vengono convocati in aula dalla RIAA per violazione del copyright attraverso il filesharing scelgano il patteggiamento per paura di perdere cause colossali, alcuni ancora tentano di sovvertire il corso delle cose. Sono più di 20.000 i privati cittadini accusati e trascinati in tribunale dalla RIAA per condivisione di materiale protetto da copyright attraverso Peer To Peer e, tranne alcuni casi felici, quasi tutti hanno patteggiato perchè chi non lo fa rischia molto grosso. Lo sa bene Jammie Thomas, che in Ottobre è stata condannata a pagare 222.000 dollari per aver condiviso 24 canzoni attraverso KaZaa: la donna aveva infatti provato a combattere la RIAA prendendo di mira l’incostituzionalità del Copyright Act. In quel caso dovette intervenire l’amministrazione Bush per assicurare la condanna…”

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